Columbus II e Columbus III, i cavi che collegano vecchio e nuovo mondo

Columbus II e Columbus III sono due strategiche infrastrutture che collegano il continente europeo con quello americano, attraversando orizzontalmente tutto l’Oceano Atlantico. Un viaggio che parte dall’Italia per approdare in Sud America.

Il nome di Cristoforo Colombo, navigatore genovese che scoprì “il nuovo mondo”, evoca grandi imprese a cavallo tra i due continenti: la vecchia Europa e la giovane America. Non è un caso, quindi, che sia stato Columbus il nome scelto per ribattezzare due cavi sottomarini che, attraversando tutto l’Oceano Atlantico, mettono in connessione le due sponde.

Columbus II

Delle due infrastrutture è quella entrata in servizio per prima, nel 1994. Complessivamente si tratta di un cavo sottomarino lungo circa 12.300 km, ripartito in tre segmenti. Il primo settore, il Columbus II-A, collega Messico e Florida (circa 1100 km). Il tratto Florida – Isole Virginia è invece coperto dal Columbus II-B, di oltre 2000 km, mentre quello transatlantico, dalle Isole Virginia fino all’Italia (Palermo), prende il nome di Columbus II-C, e fa scalo anche in Portogallo e Spagna (Isole Canarie).

Columbus III

La struttura del Columbus III, invece, è più unitaria. Il cavo parte sempre dall’Italia (Mazara del Vallo) per approdare negli Stati Uniti (Hollywood). Cinque i landing point del tragitto: a quelli iniziale e finale, si aggiungono Conil (Spagna), Lisbona (Portogallo) e Ponta Delgada (Portogallo). Diventata operativa nel 1999, grazie all’investimento di 30 carrier, l’infrastruttura, lunga circa 9900 km, è dotata di 90 ripetitori e ha una portata di 20 Gbit/s.

Nel 2010 il cavo è stato oggetto di un intervento di restyling, affidato a Xtera Communication, con l’obiettivo di aumentare la capacità proprio nel tratto Atlantico. L’operazione è  stata pensata anche per potenziare i servizi offerti ai paesi africani, indirettamente forniti.