ragazza con mascherina protettiva

L’emergenza sanitaria, le telecomunicazioni e le infrastrutture di rete

Il periodo storico che il mondo intero sta vivendo è unico e sta mettendo a dura prova vari apparati infrastrutturali di ogni Paese.
Tutto il mondo si è riversato online, qualunque attività personale o lavorativa è stata trasformata in un alter ego virtuale.

La gigantesca impennata del traffico di rete sia fissa che mobile forse cosa scontata, causata principalmente dal grandissimo numero di aziende che sono dovute passare allo smart working.

Non si tratta però solamente di questo, sono infatti molteplici gli ambiti che hanno cresciuto esponenzialmente il traffico dati: dall’e-learning allo streaming di contenuti, fino al gaming online.

Sembra che al momento le reti di telecomunicazioni stiano tenendo. Naturalmente tutti gli operatori di telecomunicazioni stanno affrontando la stessa grande sfida. Si pensi che in Italia (in totale lockdown dal 9 marzo) il traffico su rete fissa è cresciuto del 50%, ma non solo: anche il traffico voce è aumentato del 30% circa.

Molte aziende si sono riconvertite senza troppe difficoltà allo smart working, è vero, ma tante altre sono state costrette a sospendere le attività. Questo ha portato naturalmente un picco nell’utilizzo di applicazioni per lo svago come Netflix e Youtube.

Per questo motivo ai due operatori è stato richiesto direttamente dall’Unione Europea di abbassare il bitrate del loro segnale per allontanare il più possibile il rischio di intasamento della rete.
Diminuendo il bitrate si otterebbe una minore qualità dello streaming, ma a fronte di questo si riuscirebbe a permettere a tutti gli utenti di usufruire dei servizi, anche se con una qualità leggermente inferiore.

Durante questo periodo di crisi che colpisce orizzontalmente praticamente ogni settore, purtroppo si generano anche molte fake news, che vanno prontamente smentite.

Proprio ora, un momento storico in cui si cerca di potenziare le reti di telecomunicazioni rendendole il più efficienti possibile, si è creato online l’ennesimo polverone sulla correlazione tra 5G e insorgenza del Covid-19. Naturalmente ciò non è comprovato nella realtà da alcuna evidenza scientifica, oltre che essere esplicitamente richiesto in base all’ultimo decreto attualmente in vigore in Italia di velocizzare ogni cantiere e lavoro per la costruzione della banda ultralarga.

bitrate

Infatti, questa emergenza, le nuove abitudini che stiamo sperimentando, lasceranno un “segno” nella rete. Significa che con tutta probabilità lo smart working in futuro prenderà piede sempre di più e la richiesta di capacità di rete sarà sempre maggiore.