Il gender gap tecnologico rallenta lo sviluppo

E’ ancora forte il gender gap, il divario tra uomini e donne, per quanto riguarda l’uso delle tecnologie mobile e l’accesso ad Internet, soprattutto nei paesi meno sviluppati o in via di sviluppo. Un report di GSMA fotografa uno status quo che ha forti ripercussioni socio economiche, in termini di diritti umani, opportunità lavorative, istruzione ed educazione. Due progetti, in Kenya e in Myanmar tentano di porre rimedio a questo squilibrio.

Il gender gap tecnologico

Nel mondo, ci sono ancora 1,7 miliardi di donne che non hanno accesso ai servizi e dispositivi mobile. Il gender gap tecnologico è una realtà marcata, soprattutto nei paesi meno di sviluppati o in via di sviluppo. Lo certifica anche uno studio di GSMA, associazione mondiale di operatori del settore. Nel confronto con gli uomini, le donne che possiedono un cellulare sono 200 milioni in meno, pari al 14%. Questo si traduce in una minore possibilità di accesso ad importanti strumenti di sviluppo, e così il divario digitale si trasforma in divario socio-economico. L’uso del mobile, infatti, garantirebbe l’emancipazione femminile, attraverso più informazione e più opportunità di crescita e lavoro. Ma le barriere che ostacolano questo accesso sono ancora troppe e troppo forti: economiche, culturali e sociali.

Gli esperimenti di Kenya e Myanmar

Per colmare il gender gap serve un lavoro profondo e di lungo termine. Vari paesi si stanno muovendo, con progetti pubblici o iniziative private. Due esempi concreti arrivano da Kenya e Myanmar.

Il progetto kenyano è promosso da Intel Corporation in collaborazione con l’ong Joyful Women Organization. Si tratta di un programma di alfabetizzazione digitale che punta a formare sull’uso delle nuove tecnologie 1 milione di cittadine del Kenya, entro il 2020. Simile anche l’iniziativa del Governo del Myanmar, che ha avviato il piano Tech Age Girls Myanmar, per favorire l’accesso delle giovani donne ad internet ed ai social network, intesi come strumenti di potenziamento delle proprie competenze e veicolo di cultura ed informazioni.