VIDEO| Si possono ancora fare affari nei paesi colpiti dall’ISIS? (Intervista di Sky Tg 24 Economia a Giovanni Ottati)

Dopo l’attentato a Tunisi ci s i interroga sulla stabilità, anche economica, dell’area: Sky Tg 24 Economia ha intervistato Giovanni Ottati, CEO di VueTel Italia.

Dopo il grave attentato avvenuto il 18 marzo al museo del Bardo a Tunisi, sono molti i quesiti e le preoccupazioni di giornalisti, analisti e opinione internazionale in generale. All’interno del programma di approfondimento di Sky Tg 24 sull’economia del 19 marzo, si è parlato molto dell’impatto sulla società e sull’economia degli attentati rivendicati dall’Isis. Nella puntata condotta da Alessandro Marenzi e intitolata “Terrorismo S.P.A.” tra i diversi importanti ospiti (Gabriele Iacovino del Ce.Si, Andrea Mele vicepresidente dell’Astoi e Graziella Giangiulio di AGC Communication) c’era anche Giovanni Ottati, CEO diVueTel Italia. Ottati ha portato il suo contributo di imprenditore che lavora da anni in Africa.

Ecco uno stralcio dell’intervento a Giovanni Ottati su Sky Tg 24 Economiadopo gli attentati in Tunisia.

Alessandro Marenzi

Esageriamo in ottimismo nel descrivere la Tunisia come un paese solido da non essere stabilizzato dagli ultimi avvenimenti?

Giovanni Ottati

La Tunisia è un paese più robusto di quello che si possa immaginare: è un paese molto forte e lo ha dimostrato perché in tre anni dalla rivoluzione ad oggi è stato in grado di ricostruire un tessuto civile e si è data delle nuove istituzioni ed è riuscita ad avviare un percorso democratico estremamente importante. Non solo la Tunisia è un paese che sa soffrire, ed è fondamentale per tutta il Mediterraneo e la sua economia, non solo per l’economia. La Tunisia è stata in grado di accogliere circa due milioni di libici… non è uno scherzo essere in grado di integra due milioni di libici in un paese da 13 milioni di abitanti, con tutte le implicazioni che questo comporta sul piano sociale e sul piano politico. Questa è la dimostrazione che la Tunisia ha le spalle robuste.

Alessandro Marenzi

Con VueTel Italia siete attivi anche in aree che vivono una situazione più difficile rispetto alla Tunisia, come la Libia: ma si possono fare ancora affari?

Giovanni Ottati

Certamente si, perché sulla Libia si parla dell’insediamento dell’Isis a Sirte, a Derna, ma non si segnala minimamente il fatto che esistano delle componenti estremamente vitali di quel paese. Se oggi noi comunichiamo telefonicamente o ci scambiamo e-mail con la Libia, vuol dire che ci sono impianti di telecomunicazioni che funzionano, vuol dire che ci sono delle persone che lavorano e che garantiscono comunicazioni con la Libia e dalla Libia verso il mondo. Non solo, ci sono aziende in Libia che oggi lavorano assiduamente: come la compagnia elettrica locale, Gecol, che garantisce la distribuzione dell’energia elettrica su tutto il territorio. Quindi in Libia esistono delle componente vitali che in questo momento stanno mandando avanti il paesee l’economia. Certamente ci sono delle situazioni critiche, c’è una guerra civile. Ci sono delle fazioni che stanno cercando di trovare un punto d’incontro. Da un lato il nostro presidente del consiglio, Matteo Renzi, dall’altro il Commissario delle Nazioni Unite Bernardino Leon e ancora il presidente della repubblica dell’EgittoAbd al-Fattāḥ al-Sīsī, stanno lavorando in maniera estremamente intelligente affinché le fazioni di questo paese possano ritrovare un momento di riconciliazione. Ribadisco ci vorrà del tempo ma ci sono delle energie positive sulle quali bisogna lavorare per far ripartire anche questo paese.

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