intelligenza artificiale e lavoro

Intelligenza artificiale, machine learning e il futuro del mondo del lavoro

Quando si parla di intelligenza artificiale, machine learning, big data e altri termini affini sono in molti a storcere il naso volgendo il pensiero alle sorti del mondo del lavoro.

L’IA è una vastissima materia, già ampiamente diffusa, ma senza dubbio ancora troppo poco esplorata. Al proprio interno nasconde branche (quasi) ancor più vaste, basti pensare al machine learning -l’apprendimento automatico– che riguarda lo studio, la costruzione e l’implementazione di algoritmi che permettano ai sistemi di calcolo sui quali sono implementati di apprendere automaticamente a partire da un insieme di dati in ingresso, costruendo modelli previsionali e riducendo il peso degli errori in conclusione di ogni processo d’apprendimento.

Ciò che normalmente contamina il concetto di intelligenza artificiale è la confusione con un altro termine: quello di “automazione”.

Automazione è avere un software che esegue precise azioni derivate da una programmazione specifica, un automatismo appunto. Ed è un tipo di applicazione già largamente diffusa.
L’intelligenza artificiale in senso ampio invece significa simulare il pensiero umano, formulando soluzioni a problemi specifici senza che sussista una altrettanto specifica programmazione alle spalle.

Proprio alla base di questo concetto si sviluppa il futuro della quarta rivoluzione industriale, comunemente chiamata Industria 4.0.

rivoluzione industriale

Secondo uno studio della società di ricerche Gartner nel 2020 l’AI permetterà la creazione di 2,3 milioni di posti di lavoro contro gli 1,8 milioni che saranno perduti a livello globale.

Ovviamente, procede la ricerca, il numero di posti di lavoro interessato dalle variazioni cambierà sensibilmente in base al settore di cui si parla. La produzione manifatturiera sarà maggiormente interessata dal calo di posti di lavoro, mentre settori come il pubblico, l’istruzione o quello sanitario vedranno una evidente crescita di domanda di lavoro. Il momento di vera svolta però avverrà nel 2020, quando la creazione di occupazione collegata all’IA comincerà ad avere un segno positivo, fino ad arrivare al 2025 quando saranno 2 milioni i posti di lavoro creati.

La ricercatrice Svetlana Sicular, vice presidente per la ricerca di Gartner spiega così: “In passato molte innovazioni significative sono state associate ad un periodo di transizione in cui si è verificata una perdita di lavoro, seguito da una ripresa e dalla trasformazione del business, l’intelligenza artificiale seguirà lo stesso percorso.”

Lo sviluppo e l’implementazione di sistemi basati sull’intelligenza artificiale vedranno enormi passi avanti nel corso dei prossimi anni, andando a governare moltissimi settori merceologici. In buona sostanza l’unione tra la creatività umana e le infinite capacità delle tecnologie intelligenti sta facendo evolvere un passo alla volta lo scenario professionale, creando nuove figure che si collocano, e si collocheranno sempre più, maggiormente a livello strategico e creativo, meno a livello operativo.

 

Source: www.corriere.it www.lastampa.it