Italia-Bahrein: Ottati (Confindustria) spiega a “Nova” l’importanza della missione del principe Salman

Roma, 05 feb 17:58 – (Agenzia Nova) – La missione guidata dal principe Salman bin Hamad è la prima di questa entità organizzata dal Bahrein in Italia negli ultimi 20 anni. “Questo è solo l’inizio, non è la fine”, ha dichiarato il presidente di Confindustria Assafrica e Mediterraneo, Giovanni Ottati, intervistato da “Agenzia Nova” a margine del Forum economico tra Bahrein e Italia organizzato in occasione della visita a Roma del principe ereditario del regno del Golfo, Salman bin Hamad al Khalifa. Il Bahrein si sta promuovendo non solo come hub o player regionale, ma “come global contender”, superando tutte le barriere territoriali e cogliendo a pieno le opportunità a livello mondiale. Lo ha dichiarato il presidente di Confindustria Assafrica e Mediterraneo, Giovanni Ottati, intervistato da “Agenzia Nova” a margine del Forum economico tra Bahrein e Italia organizzato in occasione della visita a Roma del principe ereditario del regno del Golfo, Salman bin Hamad Al Khalifa. “In due anni questo paese dopo un periodo di studio ha definito una nuova Visione industriale, la Economic Vision 2030, che è molto sfidante e si differenzia rispetto a tutte le altre che caratterizzano la nostra regione e il Golfo”, ha osservato Ottati.

“Il Bahrein non promuove se stesso come hub o player regionale, ma come ‘global contender’. Ciò significa che vengono completamente superate tutte le barriere territoriali e la dimensione è quella di cogliere a pieno le opportunità a livello mondiale. Ci troviamo di fronte ad un soggetto industriale, politico ed economico, pronto a mettere in piedi alleanze, partnership tecnologiche, commerciali, strategiche, infrastrutturali, di servizi per poter competere a livello mondiale”, ha osservato il presidente di Confindustria, secondo cui il regno è pronto ad investire le proprie risorse non per migliorare ad esempio i propri servizi logistici, ma anche sostenere progetti in altri paesi e aree come l’Africa. Per Ottati tale propensione internazionale è di fondamentale importanza per le aziende italiane: “Se una nostra azienda ha un piano un progetto di sviluppo in un altro paese, ad esempio in Angola, lo può mettere sul tavolo dell’Economic Development Board del Bahrein che si preoccuperà di verificare se questo progetto è sostenibile, se viene realizzato secondo condizioni di competitività e se ci sono tutte le premesse di trasparenza”.

giovanni ottati

Ottati ha sottolineato che “in due anni sono cambiati i rapporti tra Italia e Bahrein” con situazioni di joint-venture che sono nate in questo periodo, anche grazie al lavoro di promozione e presentazione di queste opportunità da parte di Confindustria Assafrica e Mediterraneo che “prima di ogni altro e molto più di ogni altro ha creduto nelle potenzialità nelle sinergie che si potevano realizzare con questa economia, con questo paese”. Il presidente di Confindustria Assafrica e Mediterraneo ha citato i sette importanti accordi di partnership industriale per un valore di 330 milioni di euro, sottolineando come la missione guidata dal principe Salman bin Hamad sia la prima di questa entità organizzata dal Bahrein in l’Italia negli ultimi 20 anni. “Questo
è solo l’inizio, non è la fine”, ha osservato Ottati, il quale ha rivelato che nel 2020 che coincide con il 40mo anniversario di Confindustria Assafrica e Mediterraneo, verranno messi in campo una
serie di “sforzi significativi finalizzati a facilitare e promuovere l’industria italiana e quelle condizioni che consentono all’industria di potersi sviluppare ulteriormente”. In merito Ottati ha ricordato che la prossima settimana Confindustria Assafrica e Mediterraneo parteciperà a Expo Kuwait-Italy 2020 dedicato alle eccellenze italiane del Made in Italy che si terrà dal 6 all’8 gennaio a Kuwait City.

La missione dell’erede al trono e principale fautore della Bahrain Vision 2030 ha visto la partecipazione di una fitta delegazione formata dai ministri degli Affari esteri, del Petrolio, delle Finanze e
dell’Industria (Khalid bin Ahmed bin Mohammed al Khalifa, Mohammed bin Khalifa bin Ahmed, Salman bin Khalifa al Khalifa, Zayed bin Rashid al
Zayani) e dai rappresentanti delle principali realtà imprenditoriali e finanziarie del paese tra cui il Fondo sovrano Mumtalakat, della Camera di commercio del Bahrein, della Bahrain Petroleum Company (Bapco) e di Gulf Air Company. Giunto lunedì a Roma, il principe ereditario ha avuto una serie di incontri con i rappresentanti del governo italiano, tra cui il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha inaugurato l’ambasciata del Bahrein in Italia. Ieri ha invece assistito alla firma di ben sette memorandum d’intesa tra aziende italiane e del piccolo Stato isola. Gli accordi sono stati firmati nel corso del Forum economico e i settori coinvolti negli accordi sono uno spaccato della diversificata economia del Bahrein: primo sito del Golfo in cui venne scoperto il petrolio nel 1932, ma anche tra i primi paesi dell’area a vedersi costretto a trovare un’alternativa al settore petrolifero, puntando su industria, tecnologia e finanza.

Durante il business forum il colosso dell’alluminio Alba, una delle più importanti aziende al mondo nel settore, ha firmato ben tre accordi con le società italiane Fluorsid, Fata e Techmo Car. Un altro memorandum è stato invece sottoscritto tra Al Salam Bank e Omp Racing. Per quantoriguarda il settore energetico sono stati firmati accordi tra la GulfPetrochemical Industries Company (Gpic) e l’italiana Saipem e tra Tatweer ed Eni. Infine l’Economic Development Board ha sottoscritto un memorandum d’intesa con Leonardo Spa. Altri accordi sono stati invece
sottoscritti dal ministro degli Affari esteri di Manama, Khalid bin Ahmed bin Mohammed al Khalifa, e dall’omologo italiano Luigi Di Maio, riguardanti la cooperazione nei settori della cultura, dell’istruzione, della scienza, della tecnologia e dell’informazione. I due ministri hanno anche firmato un accordo sui servizi aerei e uno per l’esenzione del visto per i soggiorni di breve durata per i titolari di passaporti diplomatici e di servizio. Infine, è stato sottoscritto un memorandum d’intesa nel campo della sanità e delle scienze mediche.

giovanni ottati bahrain

La cooperazione tra il Bahrein e l’Italia si è rafforzata da quando, nel 2002, sono state introdotte nel paese le riforme politiche ed economiche che hanno dato origine all’attuale regime monarchico costituzionale.
Nello stesso anno è stata aperta l’ambasciata d’Italia a Manama, che ha avviato più intense relazioni con le autorità locali, promuovendo più frequenti incontri politici bilaterali unitamente a varie forme di maggiore collaborazione nei fori multilaterali. Il Bahrein vede la presenza di circa 172 agenzie, partner, filiali e società autorizzate italiane con investitori italiani in vari settori. Nel paese ci sono circa 74 società registrate che operano nei settori della ristorazione, arredamento, pubblicità e servizi legali.

Negli ultimi anni diverse importanti società italiane hanno sottoscritto accordi con realtà imprenditoriali del Bahrein o con le autorità statali. Tra questi vi è il recente accordo tra Fluorsid e Alba per la fornitura di fluoruro di alluminio e l’espansione della Alba Line 6. Inoltre, a seguito della nuova scoperta di petrolio e gas nel regno del Bahrein, nel 2019 la National Oil and Gas Authority (Noga) ed Eni hanno firmato un accordo per proseguire l’esplorazione petrolifera. Altre aziende italiane che operano nel paese sono Ariston Thermo, che nel 2018
ha aperto un nuovo impianto di produzione di 7 mila metri quadrati presso il Bahrein International Investment Park (Biip). Leonardo è presente nel paese con una filiale costituita nel 2011. L’azienda leader del settore aerospaziale ha collaborazioni che vanno dal controllo del traffico aereo dell’aeroporto internazionale di Al Muharraq al progettodi sostituzione del radar dell’aeronautica Militare del Bahrein fino all’ammodernamento del sistema di combattimento di sei navi da guerra della regia Forza navale del Bahrein. (Res)

Source: www.agenzianova.com