La Sicilia può rilanciare il ruolo dell’Italia nelle TLC

Mediterraneo, snodo principale delle telecomunicazioni mondiali 

In Sicilia, in particolare, ci sono cinque stazioni di approdo dei cavi sottomarini. A tutt’oggi sono 18 i cavi sottomarini che approdano in questa regione e provengono dal Medio Oriente, l’Asia, il Nord Africa ed il Nord America. La stazione principale è Mazara del Vallo, dove approdano ben 9 cavi, segue Catania (5), Palermo (2), Pozzallo e Trapani (1). La geografia ha permesso da sempre alla Sicilia di essere un punto di unione tra Occidente e Oriente, ma ciò che le ha impedito fino ad oggi di imporsi e sfruttare a pieno le proprie potenzialità è stata soprattutto la mancanza di cavi terrestri per collegare i cavi sottomarini con le più importanti dorsali europee, come Francoforte, Londra e  Parigi, ma soprattutto l’assenza di un regime di libera concorrenza.

Questa situazione ha nettamente favorito l’emergere di altri hub internazionali per il traffico dati come Marsiglia, che oggi rappresenta il punto più strategico e meglio servito del Mediterraneo. In questa città, infatti, sono nati diversi Data Centers, in competizione l’uno con l’altro. Gli investimenti nelle reti di raccordo con le stazioni dei cavi sono stati rilevanti ed hanno coinvolto la gran parte degli operatori internazionali, come la compagnia di telecomunicazioni omanita, l’operatore egiziano Telecom Egypt, la società americana Verizon, l’indiana Tata. Il successo di Marsiglia è legato a diversi fattori, ma il più importante è che Marsiglia è un vero e proprio sistema aperto, un polo tecnologico d’eccellenza dove si confrontano tutte le aziende di telecomunicazioni in un regime di concorrenza perfetta.

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Ci sono anche altri paesi della sponda sud del Mediterraneo che potrebbero rappresentare un’opportunità per la creazione di nuovi poli tecnologici e per lo sviluppo di nuovi progetti infrastrutturali nel Mediterraneo.  Per esempio, la Libia, prima che scoppiasse la primavera araba, a febbraio del 2011, attraverso la compagnia di telecomunicazioni nazionale L.P.T.I.C. stava realizzando un progetto ambizioso per raccordare l’Africa subsahariana con il Mediterraneo. In questa ottica, era stata realizzata la nuova stazione di approdo dei cavi nel Mediterraneo a Darnah, oggi, città sotto il controllo dello Stato Islamico, ampliata la stazione di Tripoli ed in corso di realizzazione quella di Tobruk. A sud nel deserto del Sahara erano in corso di completamento le dorsali terrestri verso il Niger ed il Sudan, per raccordare sia il Corno d’Africa che l’africa occidentale. Questo progetto potrebbe essere ripreso una volta che il paese ritroverà la pace, ci auguriamo molto presto.

Le cose però potrebbero cambiare anche in Italia.

In Sicilia sta nascendo il progetto Open Hub Med che si pone l’obiettivo di creare a Carini (Palermo) una piattaforma tecnologica neutrale e aperta a tutti gli operatori di TLC del mondo, completamente integrata con tutti i principali cavi sottomarini che attraversano il Mediterraneo ed i cavi terrestri che, da Palermo, percorrendo tutta l’Italia, raggiungono i principali nodi di telecomunicazioni europei e mondiali. L’iniziativa non è  in competizione con Marsiglia, anzi, vuole essere complementare ed operare in stretta sinergia con quest’ultima, con l’obiettivo di offrire alle compagnie di telecomunicazioni rotte diversificate e miglioramenti in termini di qualità e competitività complessivi. I prossimi anni saranno decisivi per valutare l’attrattività di tale progetto e l’effettiva competitività del mercato italiano.

 

Giovanni Ottati

CEO – VueTel Italia