coronavirus in africa

L’Africa e il post-covid: cosa resterà?

Nelle settimane (e ormai qualche mese) passate le speranze di epidemiologi e virologi che il virus del Covid-19 potesse attenuare la sua forza si stanno velocemente sgretolando davanti all’improvviso aumento dei casi nei vari Paesi.

Possiamo ormai affermarlo con certezza, l’Africa non è esente dal contagio. I bollettini dell’espandersi di questa malattia sono destinati ad aumentare esponendo anche l’Africa all’incubo che stanno vivendo tanti altri Paesi nel mondo.

Ad oggi, 27 aprile, ha superato la soglia dei 30.000 casi la diffusione del Covid in tutto il continente africano, lo affermano i dati diffusi dall’OMS, da cui emerge che l’avanzamento del coronavirus in Africa sta, attualmente, rimanendo lenta.
Sempre stando ai dati del 27 aprile l’Africa rimane la zona del globo meno toccata dalla diffusione del virus del Covid-19, che a livello mondiale corre ormai verso i 3 milioni di casi.

Nonostante ciò bisogna ricordare che questi dati, purtroppo, sono aleatori. Pur bassi, occorre però ricordare che i diversi Paesi africani hanno focolai attivi piuttosto rilevanti. Nell’Africa settentrionale e nel sud sono concentrate le situazioni più critiche: attualmente 4.000 casi in Sudafrica, Egitto, Marocco, Algeria. Crescono Camerun e Ghana, seguono Tunisia e Costa d’Avorio.
Non sono però pochi i Paesi dove i numeri rimangono sotto controllo: Mauritania, Burundi, Sao Tomè, Sud Sudan.

In linea generale le misure intraprese dai vari governi sono quasi sempre molto rigide e puntano alla prevenzione. Quasi ovunque è stato dichiarato il lockdown, anche se è facile immaginare come misure simili a quelle dei paesi occidentali non siano praticabili nel continente africano.

Facendo leva sulla bassa età media africana, non si può che sperare che nel lungo termine i danni da coronavirus siano inferiori al resto del mondo, permettendo così una ripresa socio economica dei vari paesi del continente.

 

Source: africaeaffari.it