USA e Cina, giganti a confronto sulla “rete”

Le due potenze mondiali puntano ad incrementare velocità e diffusione della connessione internet nei rispettivi territori, puntando alla rete come volano di sviluppo economico. Di seguito una rassegna di articoli che raccontano lo stato attuale del network nei due paesi e i piani di investimento futuri.

La Cina ha fame di connessione

India Forbes, in un articolo a firma del blogger Peter Griffin, analizza i dati sul “consumo” di internet nel mondo contenuti nel report annuale realizzato da Mary Meeker, tra i maggiori opinion leader del settore. I numeri rivelano un netto dominio della Cina: il 23% di tutti gli utenti globali della rete è cinese, contro il 19% di europei ed il 10% di statunitensi.

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Gli investimenti cinesi per la velocità della rete

Il governo cinese ha annunciato un ambizioso piano di investimenti per incrementare la velocità della connessione internet nelle maggiori città, attraverso l’utilizzo della banda larga, e per portare la rete 4G nelle aree rurali. Lo sforzo economico complessivo, secondo quanto reso noto dal portale “Shanghai Daily”, sarà di 177 miliardi di dollari.

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Anche gli USA lavorano per la rete low cost

Tom Wheeler, Presidente della Commissione Federale per le Comunicazioni degli Stati Uniti, ha annunciato un piano di sviluppo della rete internet pensato per le fasce più povere della popolazione. Smartphone low cost con connessione inclusa, spiega un articolo del New York Times a firma di Rebecca Ruiz, sono i pilastri su cui gli USA puntano per realizzare l’internet for all. L’investimento complessivo è di circa 1,7 miliardi di dollari.

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L’ “Internet for all” come sfida sociale

Il progetto annunciato da Tom Wheeler punta a rispondere ad un problema sociale di cui gli USA stanno diventando sempre più consapevoli: in una società che viaggia online non avere accesso ad internet significa essere messi ai margini. Un articolo di International Business Time racconta le difficoltà quotidiane di 55 milioni di americani che vivono “sconnessi”.